COSA SIGNIFICA 'ACCESSIBILE'?

Un sito accessibile aiuta i disabiliRendere un sito web accessibile significa munirlo di requisiti che aiutano i soggetti "diversamente abili" a fruirne i contenuti. Si tratta di alcuni accorgimenti che, se non vengono adottati durante i lavori di costruzione di un sito, permettono di non escludere intere categorie di utenti dai potenziali visitatori dello stesso.

Pensiamoci un secondo:

- il contenuto principale del web è il testo;
come tale, il testo può essere interpretato, oltre che dai normali monitor, anche da altri dispositivi (per esempio le "tastiere braille") e particolari strumenti che traducono nel linguaggio dei non vedenti il contenuto testuale dello schermo, o i programmi che "leggono" con voce sintetizzata il contenuto di una pagina, i cosiddetti "screen reader";

- la capacità di visualizzare immagini, filmati e suoni dovrebbero essere concepite come aggiunte rispetto al contenuto principale del sito.

L'uso del web sempre più diffuso - dati recenti affermano che in Europa ci sono oltre 37 milioni di persone disabili: di queste, oltre 2,5 milioni sono in Italia, pari al 5,6% della popolazione; secondo recenti statistiche, quasi un milione di questi utenti naviga in rete - ci dà un'occasione storica di contribuire alla crescita della società dell'informazione senza creare nuove discriminazioni.

Nonostante la crescente sensibilizzazione, purtroppo, la maggior parte dei siti delle pubbliche amministrazioni non è accessibile. Ad affermarlo è il governo britannico di Tony Blair che, in preparazione all'incarico di presidenza semestrale dell'Unione Europea ha commissionato un sondaggio. Si è scoperto che solo il 3% dei siti istituzionali europei è attualmente navigabile con software dedicati o browser specifici e, dunque, accessibile.

Le ragioni di questo ritardo sono diverse; per esempio la mancanza di standard ben definiti, o meglio il mancato supporto di tali standard da parte delle industrie di software e delle imprese, pronte a cavalcare il business di Internet senza curarsi della cosiddetta "utenza debole"; o altre ragioni tecniche che, insieme alla pura ignoranza del problema, hanno portato alla situazione odierna.

C'è da augurarsi che la sopracitata legge dello stato italiano, conosciuta anche come "Legge Stanca", ponendoci all'avanguardia nel panorama europeo, costribuisca a modificare la situazione generale.

Tale legge, aggiungendosi alle due circolari del Ministero della Funzione Pubblica e dell'Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione, si basa a sua volta su di un importante progetto finalizzato a raccogliere le raccomandazioni del Consorzio mondiale che regolamenta gli standard di Internet, il W3C, e il suo W.A.I. (Iniziativa di Accessibilità sul Web); progetto sponsorizzato dall'Unione Europea e dal Dipartimento per l'Educazione degli Stati Uniti.



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